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Particolare della monumentale quercia di Palazzo Martini a Mezzocorona


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Particolare della monumentale quercia di Palazzo Martini a Mezzocorona

Le fiabe da colorare della biblioteca sono scaricabili dal sito www.comune.mezzocorona.tn.it e sono disponibili presso le sedi della biblioteca intercomunale di Mezzocorona-Roverè della Luna-Nave S. Rocco


PIETRO RECUPERA

IL NATALE

- 2° racconto della quercia saggia -




Testo di Margherita Faes





LIBRO DI____________________ AUTORE DEI DISEGNI




Biblioteca intercomunale di Mezzocorona

Roveré della Luna - Nave san Rocco
Fiabe da colorare, 18

Con la fine di ottobre gli animali del bosco, uno ad uno, andarono in letargo.


Le foglie giacevano come un tappeto colorato d’autunno disteso elegantemente sotto i loro alberi.
Anche la saggia quercia di palazzo Martini s’apprestava ad affrontare il suo 127° inverno, allietata dai cinguettii degli uccelli e dai vivaci sobbalzi di Prisca la scoiattola.
Fra Prisca e la quercia saggia era maturato un rapporto molto speciale, alimentato da novelle del presente e racconti del passato.
Una neve del tutto inattesa sorprese Mezzocorona nella notte di Halloween: fu proprio un bello scherzetto! Nell’atmosfera soffusa della prima notte di neve i bimbi pensavano più al Natale che alle zucche e ai fantasmi.
Il piccolo Pietro, come tutti i bimbi, aveva sempre amato il Natale, soprattutto perché esso equivaleva ad una montagna di regali.

Tutti i desideri di un intero anno convergevano infatti su quel momento: il compleanno era nulla al confronto! Se un bimbo sapeva organizzarsi poteva gestire benissimo genitori, zii e nonni, bisnonni,

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parenti vari ed amici per “coprire” tutte le varie occasioni: S. Nicolò, S. Lucia, Babbo Natale (che ormai aveva soppiantato Gesù Bambino) e per finire la Befana! Insomma una dozzina di regali almeno erano assicurati.



L’aspettativa e l’entusiasmo per la festa più bella dell’anno convergevano così in uno spacchettamento rapido di oggetti, non sempre desiderati e non sempre utili.
Pietro era consapevole di essere fortunato e di avere tante belle cose: genitori, amici e parenti che gli volevano bene, una casa sicura, vestiti di tutte le fogge, una varietà di giochi e cibo a volontà.

Ultimamente stava pensando addirittura di avere troppo: per questo per Natale quest’anno non aveva alcuna aspettativa e nemmeno la pubblicità battente inculcava in lui qualche desiderio.


“Pietro sta maturando” aveva detto la maestra Carla ai suoi genitori che non si spiegavano certi comportamenti del figlio, soprattutto i pensierosi silenzi.

Da qualche giorno Pietro aveva scoperto il piacere di camminare da solo osservando la natura circostante. Un pomeriggio durante le vacanze di novembre il suo girovagare lo condusse per caso nel cortile di palazzo Martini davanti alla maestà della quercia innevata.

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Pietro rimase incantato di fronte alla bellezza del monumento vegetale: nel suo sogno ad occhi aperti, si pose in ascolto del silenzio circostante.


La quercia stava raccontando a Prisca la scoiattola il Natale d’un tempo:

“Quando ero giovane, questa festività, era sentita dalle persone di ogni età.

E ognuno offriva il suo talento per rendere unico e speciale l’evento.

La nonna cucinava giorni e giorni

tortelli in brodo e tacchini nei forni;

la mamma impastava biscotti e dolcetti,

decorandoli con rossi confetti;

il nonno procurava dei gran ciocchi

per alimentare i camini con i fuochi;

papà invece faceva pulizie speciali

tirando a lucido anche gli animali.

I bimbi preparavano il presepio con le statuine

ma poche volte facevano l’albero con le palline.

I doni li portava Gesù Bambino,

ed erano dolcetti e qualche mandarino.

Ricevere quaderni, colori e astucci,

rendeva felici tutti, ma proprio tutti.

Natale era trovarsi in compagnia,

mangiare piatti speciali in sana allegria,

cantare la messa di mezzanotte

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e poi “far filò” fino a tarda notte.



I Natali erano sempre di neve imbiancati,

e di grida di bimbi rallegrati.

Va riscoperta questa sacra festività

anche oggi, proprio nella sua genuinità!

Speriamo che si recuperi questo valore,

perché il mondo ha bisogno di pace e di amore,

ha bisogno di amicizia e di solidarietà,

e ora più che mai di un Natale di umanità”.


Pietro guardò amorevolmente la quercia e la salutò sorridendo soddisfatto: condivideva appieno infatti i desideri dell’albero per il prossimo Natale!

Un’improvvisa e veloce corsetta di Prisca, che sembrava una scintilla rossastra venuta a riscaldare il gelo, prima lo distrasse e poi lo rallegrò. Anche la scoiattola infatti apprezzava quel che aveva detto l’amico albero e lo dimostrava appunto con la sua vivacità!

Pietro andandosene lasciò sulla neve fresca profonde impronte, che collegavano le radici della quercia alla sua casa. Quel tracciato d’orme pareva proprio rappresentare la loro sintonia d’intenti per il recupero del Natale e la loro comune volontà di consegnare a tutti un augurio sincero per un vero:

Buon Natale 2012!

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Alle tre bambine dagli occhi celesti


che rendono i miei Natali celestiali

QUESTO LIBRO É DA ILLUSTRARE

PERCHÉ TU CHE LO HAI RICEVUTO

POSSA PERSONALIZZARLO

CON I DISEGNI FRUTTO DELLA TUA FANTASIA!

Novembre 2012



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